TERZA ONDA: IL NAZISMO A SCUOLA. L’ESPERIMENTO DI PSICOLOGIA SOCIALE

Siamo nel 1967 in California e il professor Jones tiene il corso di Storia Contemporanea in una scuola superiore, stanno affrontando il nazismo in Germania e Europa e uno degli studenti chiede come sia possibile che il popolo tedesco abbia sempre sostenuto di non sapere nulla sulle atrocità compiute dai nazisti. Il professor Jones non sa rispondere e decide di utilizzare una settimana di lezioni per trovare una risposta il più possibile adeguata.
Il lunedì seguente, Ron Jones decide di introdurre uno dei concetti chiave del nazismo: la disciplina. Spiega la bellezza della disciplina, dell’esercizio e del controllo. Nota che gli allievi impiegano troppo tempo per sedersi al proprio banco e sono rumorosi, così ordina alla classe di esercitarsi su una specifica postura da adottare, per mantenere la concentrazione e rafforzare la volontà. Tutti gli alunni si impegnano a fondo eseguono quanto detto dal professore, fino a diventare perfetti nell’alzarsi e sedersi senza fare alcun rumore.
A fine lezione il professore aggiunge nuove regole di comportamento: gli studenti possono parlare solo mettendosi a lato del banco, iniziando ogni frase con “Mr. Jones”, le risposte devono essere date in massimo tre parole.  L’azione viene ripetuta finché non viene svolta secondo le norme.
Martedì il professor Jones entra in classe e trova gli alunni nella posizione insegnata il giorno precedente: alcuni sorridono, consapevoli di aver compiaciuto l’insegnante, altri sono tesi e rigidi. Inizia la lezione e viene introdotto il motto: “la forza attraverso la disciplina, la forza attraverso la comunità”.
Il professore crea quindi un saluto esclusivo per gli studenti che partecipano all’esperimento: il braccio destro davanti al busto, la mano leggermente curva che mima un’onda, un gesto che ricorda vagamente il saluto nazista. Il movimento adesso ha anche un nome: la Terza Onda, la più grande della catena di onde che si muove fino a riva. Alcuni ragazzi dalle altre classi chiedono di potersi unire al movimento. Nonostante la partecipazione volontaria all’esperimento i ragazzi “disobbedienti” iniziano ad essere segnalati al professore perchè li punisca.
Il terzo giorno tredici studenti di altri classi cominciano a seguire le lezioni di Storia Contemporanea per potersi unire all’esperimento. Ron Jones spiega l’importanza dell’azione, la bellezza del prendersi la responsabilità dei propri gesti e del fare qualsiasi cosa necessaria per proteggere la propria comunità. Alla fine della lezione, agli studenti viene dato il compito di ideare il simbolo della Terza Onda, di imparare i recapiti di tutti i membri del movimento a memoria, di convincere 20 bambini delle scuole elementari a sedersi come loro, di indicare nuovi possibili membri per il movimento. Ai membri del movimento viene data una speciale tessera e si devono salutare usando l’onda anche fuori dalla classe, la frequentazione dei coetanei avviene solo all’interno del gruppo, gli altri non sono ammessi nel gruppo se non a seguito di una iniziazione.
A fine giornata duecento studenti si uniscono alla Terza Onda e uno degli studenti ritenuti più anonimi e silenziosi propone al professore di fargli da guardia del corpo: ha finalmente un ruolo, è parte di qualcosa, il professore non riesce dirgli di no.
Il quarto giorno Ron Jones decide di porre fine all’esperimento usando una strategia, dice che la Terza Onda non è solo un esperimento o un’esercitazione di classe, ma è parte di un programma nazionale per cercare studenti in grado di lottare per un cambiamento politico nella nazione e racconta agli studenti che il programma sarà reso pubblico il giorno seguente, con un messaggio in diretta televisiva rivolto agli oltre 1000 gruppi di giovani coinvolti in tutto lo stato.
Il venerdì l’auditorium della scuola è pieno di studenti. Poco prima del collegamento con il fantomatico responsabile del movimento Terza Onda, il professore ripete per l’ultima volta il saluto e il motto insegnato, prontamente seguito dagli studenti. Alle 12:05, si accende un grande schermo. Per due minuti tutti fissano il nulla, non parte nessun video. Qualcuno inizia a protestare e chiede dove sia il suo leader. Il professore risponde ” Non c’è alcun leader! Non c’è alcun movimento nazionale giovanile chiamato la Terza Onda. Siete stati usati. Manipolati. Non siete né meglio né peggio dei tedeschi nazisti che abbiamo studiato” e mostra loro un documentario sul Terzo Reich e sulle azioni commesse durante il nazismo. Infine, il professor Jones tenta di spiegare la natura e lo scopo dell’esperimento, di cui però si hanno ancora poche notizie, poichè i dettagli dell’esperimento non sono mai stati interamente rivelati nè dal professore nè dagli studenti che avevano partecipato.
Quale insegnamento si può trarre alla fine di questo esperimento?
Innanzitutto ci mostra la facilità con cui si instaura un regime totalitario e la velocità di diffusione all’interno di una comunità. Nessuno è al riparo dalle idee totalitariste, ogni umano ha bisogno di conformismo e di sentirsi protetto e parte di qualcosa. Il nazismo e il fascismo non sono così distanti da noi e non è impossibile ricaderci.

Film consigliato: L’onda di Dennis Gansel, 2008

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